INDESIT ANNUNCIA 1425 ESUBERI, RABBIA E PROTESTE A FABRIANO

Mattinata di tensione, lacrime e proteste a Fabriano dove è scattato lo sciopero spontaneo dei lavoratori della Indesit Company, dopo le riunioni sindacali in cui gli operai sono stati informati rispetto al piano aziendale che prevede 1.425 esuberi su un totale di 4 mila addetti in Italia. Il cosidetto “Piano Italia” di Indesit prevede inoltre la chiusura di due impianti, a Melano di Fabriano, la casa madre, e Teverola (Caserta), e lo spostamento delle produzioni italiane “non più sostenibili” in Turchia e in Polonia, mentre in Italia continuerà la produzione di elettrodomestici ad alta innovazione e contenuto tecnologico. Circa 300 operai e impiegati degli stabilimenti Indesit di Albacina e Melano hanno occupato l’ingresso della direzione della multinazionale.

L’intervento dell’assessore regionale all’industria Sara Giannini: “La vicenda Indesit è dolorosa e ribadisce l’assoluta necessità del rilancio di una politica industriale nazionale a sostegno delle grandi imprese del manifatturiero che, è bene ricordarlo, è di competenza esclusiva del governo nazionale”: così interviene l’Assessore regionale all’industria, Sara Giannini. “La Regione – dichiara la Giannini – è intervenuta pesantemente sugli ammortizzatori sociali e sull’indotto territoriale di piccole imprese, ma non può supplire la carenza di un’articolata politica industriale nazionale, la sola capace di creare le condizioni strutturali per la competitività di sistema che necessitano alle grandi imprese esposte alla concorrenza internazionale.“

La dichiarazione dell’On. Emanuele Lodolini: “E’ molto grave la decisione annunciata da Indesit Company, presentando ai sindacati il piano di salvaguardia e razionalizzazione dell’assetto in Italia: previsti 70 milioni di euro di investimenti, l’efficientamento e snellimento delle direzioni centrali e la razionalizzazione dell’assetto produttivo. La riorganizzazione dell’assetto italiano del Gruppo, che attualmente impiega circa 4.300 addetti coinvolge 1.425 persone nei cui confronti saranno applicati degli ammortizzatori sociali. E’ un dato molto, troppo pesante. Sia per le ricadute occupazionali, sia per le ricadute economiche per la produzione nazionale. Ma lo e’ anche per le ricadute sociali. La decisione colpisce un territorio, come il nostro, la provincia di Ancona, il fabrianese e l’Area montana, la Regione Marche gia’ duramente colpiti da seri problemi occupazionali. Serve una rapida convocazione di un tavolo di confronto al ministero della attivita’ produttive per per conoscere i dettagli del Piano Italia di Indesit Company e dei suoi riflessi occupazionali, produttivi e di filiera.

Non è nella delocalizzazione selvaggia, nella speculazione industriale, nella mera logica del profitto e della finanza e nell’indifferenza del destino dei lavoratori che può consistere la soluzione ai problemi della crisi dell’economia regionale, nazionale, financo internazionale”.

La dichiarazione del consigliere regionale di Api Dino Latini: 

“E’ la fine di un’epoca. Il modello industriale marchigiano del novecento chiude di fatto la sua gloriosa storia. Ciò al di là di quello che sarà la salvaguardia dei posti di lavoro, che è una priorità indiscussa in un contesto economico già fortemente compromesso, è anche la fine di chi pensa che solo la globalizzazione e l’eccellenza siano il futuro della nostra modesta economia su scala nazionale e che la sfida va compiuta nel mare aperto dell’industria mondiale, non rendosi conto che non riusciamo più neanche a mettere a posto i presupposti per le nostre attività economiche locali. Spinti a dire sempre no al progresso e ai suoi risvolti, e tesi a non voler tornare al mondo agricolo da cui proveniamo perché non dignitoso, finiamo di diventare un Paese di cassaintegrati dall’anima persa senza capo né coda, affidati a qualche iniziativa sporadica, ma assente di un qualsiasi programma economico. A breve la gente farà la rivoluzione, prima di tutto fiscale perché non ha più i soldi per campare e poi assalterà i palazzi di qualsiasi potere. Alla popolazione della Indesit il triste percorso di altri che già tutti conosciamo fatto di lotte di ogni specie per portare a casa il poco che si può per un po’ di anni, senza alcuna più speranza per il futuro. Dobbiamo rassegnarci a ciò?”

 

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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