ETV MISSIONE AFRICA: VIAGGIO IN BURUNDI CON IL SERMIRR DI RECANATI. PERCHE’ AIUTARE CHI E’ LONTANO AIUTA… NOI

Nel cuore dell’immensa Africa c’è un paese piccolo piccolo, vuole il destino a forma di cuore. E’ il poverissimo Burundi. Dieci milioni di abitanti, una sola grande citta’ che fa da Capitale, Bujumbura, e niente o quasi tutto intorno, se non fame e miseria.E’ qui che è diretto il Sermirr, l’associazione di volontariato che da Recanati tende una mano al mondo. Quella mano è di Don Rino Ramaccioni, prete pellegrino che etv ha gia’ conosciuto per il suo impegno in India. “E adesso l’Africa – racconta in aereo impaziente di arrivare – perchè è qui la vera emergenza. La fame ha casa qui”.

E’ la sua prima volta nel continente nero. Anche per questo non poteva mancare accanto a lui Franco Romagnoli, colonna portante del “Redentore” di Recanati. La Delegazione è completata da Maria Battistelli, la Presidente del Sermirr, e da Laura Francioni. Con loro, le telecamere di etv. Ma anche il pubblico, che in queste settimane ha portato generosamente nei nostri studi scarpe, vestitini e oofferte che in questi giorni consegneremo personalmente.

Un nuovo reportage, per capire: chi sta peggio di noi, ma anche chi fa cosa per gli altri, e perchè. Già. Perchè? La domanda che accompagna viaggi come questi è sempre la stessa, sia per chi li affronta sia per chi resta: perchè aiutare gente cosi’ lontana, quando c’è tanto bisogno da noi, in Italia? La risposta di Don Rino è la stessa da una vita: “Perchè chi ragiona cosi’ non aiuta ne’ i vicini ne’ i lontani; Cominciamo ad aiutare chi è vicino, e creeremo una catena di solidarietà capace di arrivare fino in India, come fino in Africa”.

“Noi lo abbiamo fatto – continua Don Rino – a Recanati chi viene in parrochia, che sia Italiano o straniero, trova cibo, vestiti, ascolto. Per questo siamo in Burundi. La mia prima volta in Africa. Chi l’avrebbe mai detto?”. A questo motivo ne aggiungiamo ,un altro. Perchè aiutare i lontani anzichè i vicini? Anche per egoismo, si. Aiutare popoli laboriosi ma arretrati come gli africani a casa loro offre un’occasione di crescita fondamentale. Per loro e per noi. Perchè se si elimina alla radice l’emergenza che sta dietro la fuga in paesi lontani, avremo fatto qualcosq di buono per entrambi i paesi: sia quello che perde i suoi giovani in fuga, sia quello che ha il problema dell’accoglienza.

Perchè gli africani amano la loro terra. E quando la lasciano lo fanno per fame. Diamo loro pane, zappe, canne da pesca, libri, e gli daremo la cosa piu’ importante: la possibilità di scegliere di restare. perchè nessun posto è come casa. E questo vale per ogni uomo su questa terra.

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