FINCANTIERI, TORNA LO SPETTRO DELLA CHIUSURA

La crisi occupazionale entra con forza nella campagna elettorale di Ancona con l’incontro che i dieci candidati sindaci hanno avuto con gli operai della Fincantieri, che hanno sfilato per le vie della città, prima di giungere a Palazzo del Popolo, per chiedere sostegno alla loro vertenza. Da fine giugno si ripropone lo spettro della chiusura per lo stabilimento, con le ultime commesse in esaurimento. Novità potrebbero arrivare dall’incontro con il gruppo Fincantieri a Roma il 7 maggio, in cui si chiederà anche quale sarà l’impatto occupazione, rispetto all’acquisizione, da parte di Fincantieri di un’azienda coreana che ha quasi diecimila dipendenti in tutto in mondo. In base all’esito dell’incontro verrà approntata la strategia sindacale anche per Ancona: si preannuncia una lunga e calda estate di lotte e manifestazioni per i portuali.

Le dichiarazioni dei candidati sindaci:

MATTEO BILEI, LISTA A20:“Il sottoscritto candidato sindaco Matteo Bilei per la lista “A2O-Altra Ancona Ora” è intervenuto in mattinata all’assemblea aperta della Fiom nel confronto con la rappresentanza sindacale e gli altri candidati sindaco.Si è apparentemente manifestata da tutte le forze politiche un apertura verso i gravi problemi del cantiere che sembra avviarsi di nuovo verso lo scenario di silenzio e fermo produttivo già visto; purtroppo però la stessa classe politica che non si è mobilitata negli ultimi anni per promuovere le istanze degli operai della Fincantieri in ogni sede istituzionale non può oggi ritenersi affidabile.Le parole toccanti però non risolvono una situazione di crisi perdurante che va sottolineata con forza e affrontata con decisione. Sarebbe giusto che per i 2400 anni della nostra città si porti avanti la questione in ogni modo, dato che Ancona è nata e cresciuta attorno al porto. Rivalutare l’identità cittadina e risollevare la città, impostazioni forti della nostra lista, passano necessariamente dal rianimare il suo cuore pulsante che è il cantiere navale.La nostra estraneità da logiche partitiche non ci esula dal parlare di occupazione, lavoro e giustizia sociale, valori costituzionali la cui promozione deve essere discussa nel “come” e non nel “se”. Non si capisce perchè altre forze politiche non si permettono di sottolinearlo continuamente e in ogni sede; proprio la reiterazione di questa mancanza di attenzione fino ad oggi ha portato all’attuale situazione di crisi della Fincantieri d’Ancona.Una crisi che, va sempre ricordato, non è semplicemente specchio della crisi generale o cantieristica; la fincantieri non ha attuato un piano industriale lungimirante ed equo. Tramite invece attenzione alle specializzazioni e diversificazioni delle commesse, puntando sull’eccellenza e la competenza dei lavoratori piuttosto che su continue esternalizzazioni, si può risollevare il cantiere cittadino. La capacità progettuale deve essere rivalutata perchè può essere un elemento chiave. E’ poi necessario un controllo adeguato dei subappalti per scongiurare rischi di infiltrazioni criminali, come emerso dalle ultime notizie sugli arresti attuati dalla Dia di Palermo. L’occupazione va salvaguardata perchè il lavoro è un diritto costituzionale e va fatto capire che questo non cozza comunque con nessuna legge economica se coadiuvato da politiche aziendali trasparenti, qualitative e lungimiranti.Tutto questo và fatto chiedendo udienza all’amministratore delegato, promuovendo le istanze dei lavoratori nelle varie sedi istituzionali (comune, provincia, regione) e facendo pressione sui parlamentari marchigiani affinchè mettino questo problema, e quello collegato della politica industriale, all’ordine del giorno.L’indipendenza della nostra lista può essere una garanzia nell’affrontare il problema proprio perchè la mancanza di un apparato, di interessi economici interni e di pressioni da direzioni partitiche permettono il dialogo con le parti sociali con massima trasparenza e un dialogo personalmente disinteressato. Come detto in assemblea non abbiamo formule magiche, nè vogliamo fare campagna elettorale, ma abbiamo i presupposti e la forza di volontà per poterci aprire alle istanze di questa e altre parti sociali, promuoverle con decisione e trovare soluzioni concertate.Il quadro generale necessita in questo momento critico ma determinante di rivalutare la risorsa-comunità, di rendere coeso il tessuto sociale e per questo un ritorno alla concretezza dei bisogni della cittadinanza, in primis di quella parte che versa in situazioni critiche.Per questo gli interventi degli altri candidati a tratti ci non sembrano rispecchiare le necessità vere di questa parte sociale e della città stessa. Discorsi tautologici ed esercizi retorici ci mostrano ancora come il rapporto tra amministrazione e comunità vive un momento di crisi di gravità pari a quella economica. Noi vogliamo dialogare, aprirci ad obiettivi condivisi e muoverci con passione e determinazione per trovare insieme strumenti equi ed efficaci: è una missione che può far rivivere la città stessa, ma può essere attuata solo tramite rivalutazione del piano sociale, correttezza politica e cooperazione.

STEFANO CRISPIANI, SEL, RIFONDAZIONE COMUNISTA-COMUNISTI ITALIANI: “Partecipando all’incontro con i lavoratori dei cantieri constato come tutti gli altri candidati presenti tendano a definirsi né di destra né di sinistra come se i concetti di destra e sinistra non fossero ancora dirimenti nell’affrontare le problematiche che il mondo del lavoro, in questo caso, pone alla città e alla politica. Anche ad Ancona il clima da governissimo Pd-Pdl sembra presentare lo schema della stessa squadra che gioca con maglie differenti”. Stefano Crispiani candidato della sinistra per le prossime elezioni comunali, punta il dito contro l’ipocrisia dei candidati sindaco che si iscrivono al partito del “né né”. “Il problema – prosegue Crispiani – è che, come hanno evidenziato illustri saggisti, un nome per tutti Norberto Bobbio, la dicotomia destra-sinistra è ancora ampiamente valida, anche se negli ultimi tempi va di moda affiancargli la parolina “centro”.Si tratta di una discriminante da sottrarre alle appartenenze astratte o alle frasi di principio, ma di calarla nella realtà”. Per esempio sul tema del lavoro si tratta di “rispedire al mittente le politiche di precarizzazione e smantellamento dei posti di lavoro, come sta accadendo anche nei nostri territori”. Viceversa per Crispiani va rilanciato con forza anche il ruolo dello stesso Comune come “soggetto attivo per dare risposte concrete alla domanda di giustizia sociale e futuro”. Temi, quelli del lavoro, del reddito, della vertenze della cantieristica locale e delle proposte per un’economia locale virtuosa e innovativa, che saranno sviluppati da Stefano Crispiani alla Festa del Primo Maggio organizzata da SEL al Forte Altavilla di Pietralacroce.

ANDREA QUATTRINI, MOVIMENTO 5 STELLE:Stamattina ho partecipato all’assemblea della Fincantieri assieme agli altri candidati sindaco.La situazione è drammatica perché a fine giugno, terminati i lavori attualmente in corso, si ripresenterà lo spettro della cassa integrazione, in assenza di ulteriori commesse.La Fincantieri, azienda pubblica, ha di recente investito circa 900 milioni di euro per acquistare un’azienda coreana che ha 9.200 dipendenti sparsi nei cantieri di mezzo mondo. In Italia, ad eccezione del cantiere di Monfalcone, il lavoro sta scarseggiando nonostante l’azienda abbia “in pancia” circa 6 miliardi di euro di ordini.Tutti gli interventi che mi hanno preceduto hanno parlato di dignità dei lavoratori e, in alcuni casi (Pd e Pdl) di necessaria flessibilità dei lavoratori.A mio avviso va invece evidenziato che il lavoro è un diritto e l’assemblea convocata non era per chiedere qualcosa, ma per rivendicare un diritto previsto dalla Costituzione: la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.Ora, che un’azienda pubblica promuova il diritto al lavoro dei cittadini acquistando un’azienda coreana con 9.200 dipendenti appare alquanto singolare, specie se lascia presagire un’esternalizzazione dei prossimi lavori in Paesi con costi di mano d’opera inferiori.Chi ha ascoltato ieri sera Stefano Rodotà alla trasmissione di Fazio avrà sicuramente capito perché non è stato eletto Presidente della Repubblica: come poteva Rodotà, l’uomo dei Diritti, l’uomo della Cosituzione, convivere con un Governo sostenuto da quei partiti che, oltre a fare macelleria sociale con Imu, legge su esodati e abolizione dell’articolo 18, hanno nominato come manager in Fincantieri gente che porta avanti strategie che prevedono acquisizioni di compagnie straniere anziché promuovere il diritto al lavoro come vorrebbe la Costituzione? Non sono stati forse questi partiti a nominare pure Belsito come manager in Fincantieri??Ma veniamo alla situazione della cantieristica: l’attuale crisi del settore navale non è di tipo congiunturale, ma molto più seria, se teniamo conto che livello europeo hanno chiuso cantieri storici in vari Paesi e che, se non verrà affrontata in tempo, può comportare all’Italia la fuoriuscita dal settore.Una soluzione potrebbe essere sostituire le navi traghetto più vecchie, dando degli incentivi alla demolizione, come già accaduto con successo per le navi cisterna.Negli anni scorsi l’Italia e’ stato il primo Paese europeo ad adottare il sistema incentivante per la flotta cisterniera ed ora si ritrova una flotta giovane, moderna e quindi sicura.Oggi più di cento navi traghetto italiane hanno oltre 30 anni. Si dovrebbero stabilire norme con limiti severi sull’età delle navi, sia di quelle provenienti da registri stranieri, sia di quelle già iscritte in Italia. Conseguentemente, andrebbero incentivate le demolizioni, in modo che si effettuino in Italia e non nei Paesi dove non ci sono standard di sicurezza nel lavoro o ambientali e, collegati ad esse, incentivi per la sostituzione con nuove navi che garantiscano migliori prestazioni in termini di minore impatto ambientale e maggiore comfort per i passeggeri.In questo modo i nostri cantieri avrebbero opportunità di lavoro per la demolizione e per la costruzione di nuove navi. Se teniamo conto che le direttive comunitarie spingono verso una maggiore tutela dell’ambiente ed un abbattimento dell’inquinamento atmosferico, questa sarebbe un’occasione per uscire dalla congiuntura e farsi trovare pronti quando entreranno in vigore normative comunitarie severe sull’abbattimento delle emissioni (navi a doppia propulsione e banchine elettrificate).Per quanto riguarda lo stabilimento dorico, la Fincantieri non ha ancora avviato la costruzione del fabbricato servizi all’interno del cantiere, contravvenendo all’accordo scritto con gli enti pubblici (AP, Comune e Provincia).Si potrebbe proporre che l’investimento sia realizzato dall’Autorità Portuale, che si potrebbe rivalere sul canone di concessione annuo oppure acquisire l’area di proprietà Fincantieri tenuto conto che per 3/4 l’area e’ di proprietà demaniale.Se gli Anconetani mi eleggeranno Sindaco, chiederò immediatamente al Governo di praticare una politica industriale per la cantieristica di costruzione e riparazione navale; nel frattempo, proporrò ai nostri parlamentari “cittadini” a 5 Stelle di presentare un disegno di Legge per l’incentivazione alla demolizione e ricostruzione delle navi traghetto più vecchie.Come membro del Comitato Portuale, poi, chiederò all’Autorità Portuale di realizzare il fabbricato servizi all’interno dello stabilimento dorico, in modo da liberare la zona della banchina 7 da restituire alla città per esercizi commerciali ed eventi culturali.

ITALO D’ANGELO, LISTA “LA TUA ANCONA” E LISTA PDL:Il candidato sindaco de “La Tua Ancona”, Italo D’Angelo, assieme agli altri nove candidati, ha incontrato nella sala del Consiglio comunale gli operai della Fincantieri preoccupati per il loro posto di lavoro. A giugno, infatti, il cantiere con la consegna dell’ultima nave mini-cruise alla Compagnie du Ponant tornerebbe al fermo produttivo. D’Angelo, dopo aver ricordato le sue origini di figlio di un operaio calzaturiero, si è dichiarato solidale con i lavoratori. La proprietà deve comprendere che la dignità del lavoratore, degli operai non va mai calpestata né barattata. Sono solidale con voi e vi assicuro il mio forte sostegno in un momento delicato per la storia di questa eccellenza anconetana con rilevanza economica e sociale per il capoluogo e per l’intera regione. In un momento così delicato come il vostro, con l’incertezza di portare a casa il salario, chiedo agli altri candidati di fare come io ho già assicurato: rinunciare allo stipendio di sindaco! Non è possibile che ci siano cittadini che percepiscono due o tre redditi ed altri che non hanno di che mantenersi! In merito al vostro caso è fuor di dubbio, qualora fossi eletto, che convocherò un consiglio comunale straordinario aperto alla città, ma da subito propongo che venga firmato dai i candidati un documento di impegno che ci unisca tutti, al di là di chi venga eletto o meno, nell’affiancarvi nella vostra lotta.Italo D’angelo ha poi assicurato di voler intervenire sui neo ministri Maurizio Lupi (trasporti e infrastrutture), Fabrizio Saccomanni (economia) ed Enrico Giovannini (lavoro) affinché istituiscano subito un tavolo di confronto tra governo, sindacati e Fincantieri per dare certezza e prospettive future all’arsenale dorico e quindi agli stessi operai.

 



Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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