E’ MORTO PIETRO MENNEA. LO SPORT IN LUTTO.

E’ morto in una clinica romana Pietro Mennea. Lo sprinter, medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Mosca 1980 sui 200 metri e detentore del record del mondo sulla distanza per 17 anni, era nato a Barletta il 28 giugno 1952. Carlo Vittori, ascolano classe 1931, il suo allenatore storico, quello con cui ha condiviso i più bei successi, non può non ricordare con belle parole il suo vecchio ‘pupillo’, scomparso questa mattina in una clinica romana all’età di 61 anni. Vittori vuole esaltarne soprattutto le straodinarie qualità sportive che lo hanno portato in cima al mondo con l’oro nei 200 metri alleOlimpiadi di Mosca nel 1980. «Di Pietro ho un ricordo lungo una vita, che non posso dimenticare -dice Vittori-. Lo vidi correre per la prima volta aiCampionati italiani giovanili, sulla pista di Ascoli Piceno, nel 1968, nei 300 metri: lì capii che era un talento naturale, una forza della natura. Lo conobbi nel 1970, quando il suo allenatore Mascolo lo portò a Formia». Nello specifico Vittori riconosce in particolare a Mennea il merito di aver rivoluzionato i modi di preparazione soprattutto in vista dei grandi eventi. «Pietro – riconosce Vittori – ha tracciato la vita etodologica del training, affermando con i fatti i timori che un velocista si potesse allenare poco, magari solo perche’ era stato dotato da madre natura. Pietro ha invece dimostrato che, allenandosi in maniera meticolosa, poteva migliorare. Le doti che gli riconosco sono l’impegno e la testardaggine”. Ricorda Mennea anche l’ultima portabandiera alle olimpiadi di Londra, Valentina Vezzali: “lo avevo visto proprio a Jesi a giugno prima delle Olimpiadi in occasione della presentazione di un suo libro. Lo ricordo con quegli occhi da bambina con i quali da bambina lo vedevo compiere imprese per la nostra Italia. Guardavo il mio mito. Ha fatto grande la nostra Italia, è una grandissima perdita, mi auguro che quello che ha fatto per il nostro sport rimanga ben radicato nei nostri cuori e possa essere d’esempio per le future generazioni”.

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